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Il Giappone è un paese che si visita per contrasti: templi di legno vecchi di secoli a due fermate di metro da un incrocio dove passano tremila persone al minuto, cervi sacri che chiedono biscotti nello stesso parco di un tempio Patrimonio UNESCO, isole tropicali che sulla cartina sembrano più vicine a Taiwan che a Tokyo. Non esiste un solo modo di vedere il Giappone: c’è il viaggio urbano tra Tokyo, Osaka e Kyoto, quello più lento tra templi e montagne, e quello che si spinge fino alle spiagge di Okinawa. Questa guida raccoglie le mete che, viaggio dopo viaggio, tornano sempre nell’itinerario di chi arriva per la prima volta, e qualche indicazione su quanto tempo dedicare a ciascuna.
Tokyo
Tokyo non è una città, è una collezione di città cucite insieme dalla metropolitana. A Shinjuku si sale su un grattacielo per vedere lo skyline gratis, ad Asakusa si cammina sotto una lanterna rossa da sei metri diretti al tempio più antico della città. Ad Akihabara si respira l’elettronica e la cultura otaku, ad Harajuku la moda di strada più eccentrica del paese, mentre a Roppongi arte contemporanea e grattacieli si mescolano con la vita notturna più internazionale della città. È la porta d’ingresso più comune per chi arriva dall’Italia, ed è anche la base logistica ideale per due gite fuori porta molto diverse tra loro: Nikko, tra santuari e cascate, e Kamakura, sul mare, con il suo Grande Buddha all’aperto. Per orientarsi tra quartieri, templi e il resto della città, la guida completa a Tokyo è il punto di partenza, comprese le luci di Shibuya.
Kyoto
Per oltre mille anni Kyoto è stata la capitale imperiale, e si vede: è la città con più templi, santuari e giardini di tutto il Giappone. Il Kinkaku-ji, il Padiglione d’Oro che si specchia nel suo stagno, e il Tenryū-ji, con il giardino disegnato dal monaco Musō Soseki, bastano da soli a spiegare perché Kyoto meriti almeno tre giorni pieni. Il resto lo fa Arashiyama, con la sua foresta di bambù che filtra la luce in modo quasi innaturale, e il quartiere di Gion, dove capita ancora (non sempre, ma capita) di incrociare una geiko diretta a un appuntamento serale. La pagina dedicata a Kyoto raccoglie i templi principali e le zone dove dormire in città.
ApprofondisciCome Arrivare a Kyoto: Treni, Aeroporto e ShinkansenOsaka
Se Kyoto è la città delle tradizioni, Osaka è quella del cibo e delle luci al neon. Il quartiere di Dōtonbori, con le insegne animate e il celebre granchio meccanico, è il posto giusto per capire perché gli osakani chiamano la propria città “la cucina del Giappone”: qui si mangiano takoyaki e okonomiyaki appena fatti, in piedi, tra la folla. Il Castello di Osaka, ricostruito in cemento armato dopo i bombardamenti ma fedele nell’aspetto all’originale del XVI secolo, resta il monumento simbolo della città, mentre la scena sotterranea di negozi e ristoranti che si estende sotto le strade del centro è una delle sorprese meno raccontate del Giappone urbano. Approfondimenti e consigli sono nella guida completa su cosa vedere a Osaka.
Hiroshima e Miyajima
Hiroshima è una tappa che si affronta con un peso diverso dalle altre: il Parco della Pace e il Museo Memoriale raccontano il 6 agosto 1945 senza filtri, ed è un’esperienza che quasi tutti i visitatori descrivono come necessaria più che piacevole. Ma la stessa area offre anche una delle immagini più fotografate del Giappone: il torii rosso di Itsukushima che sembra galleggiare sull’acqua, sull’isola di Miyajima, raggiungibile in traghetto in meno di mezz’ora. Tra i cervi che passeggiano liberi per il paese e la salita al Monte Misen, Miyajima è pensata per una gita di una giornata intera. Tutti gli articoli sulla città e sull’isola sono raccolti nella pagina di Hiroshima.
Nara
Nara è stata la prima vera capitale del Giappone unificato, prima ancora di Kyoto, e il suo parco è probabilmente l’unico posto al mondo dove centinaia di cervi selvatici si inchinano (letteralmente) per chiedere un biscotto di riso. Il Tōdai-ji, che ospita uno dei Buddha in bronzo più grandi del pianeta, si visita comodamente in una gita di mezza giornata da Kyoto, a cui si può abbinare il Kasuga Taisha e il suo sentiero di lanterne di pietra. Tutti i dettagli pratici sono nella nostra guida alla gita di un giorno a Nara, oppure nella guida completa a Nara per chi vuole vederla con più calma.
Monte Fuji
Il Fuji è il simbolo del Giappone anche per chi non ci ha mai messo piede: 3.776 metri quasi perfettamente simmetrici, visibili (col tempo dalla propria parte) persino da alcuni grattacieli di Tokyo nelle giornate più limpide. Salire in vetta si può fare solo nella finestra ristretta tra inizio luglio e inizio settembre; per il resto dell’anno la montagna si ammira dalla Regione dei Cinque Laghi, in particolare dal Lago Kawaguchiko, o dalla pagoda Chureito, uno dei punti fotografici più iconici (e più affollati) dell’intero paese.
Okinawa
A sud di tutto il resto del Giappone, Okinawa è un arcipelago che sembra appartenere a un altro paese: acqua turchese, barriere coralline, un clima subtropicale e una cultura, quella Ryūkyū, con una storia distinta dal resto del Giappone fino all’annessione ottocentesca. Scegliere quale isola visitare (l’isola principale con Naha, le più piccole Kerama a pochi minuti di traghetto, o le più lontane Miyako e Ishigaki) dipende soprattutto da quanti giorni si hanno a disposizione: lo spieghiamo nel dettaglio nella guida su quale isola di Okinawa scegliere.
Altre mete da tenere d’occhio
Fuori dal circuito più battuto, alcune destinazioni meritano di essere aggiunte a un secondo viaggio o a un itinerario più lungo: Kanazawa, con il giardino Kenrokuen tra i tre più belli del Giappone e un quartiere samurai ben conservato; Takayama, borgo di montagna con case in legno dell’epoca Edo, porta d’accesso al villaggio Patrimonio UNESCO di Shirakawa-go; Hakone, la classica gita termale da Tokyo con vista sul Monte Fuji; Nagano, con il tempio Zenko-ji e le scimmie termali di Jigokudani; e Hokkaido, l’isola settentrionale, con paesaggi che cambiano radicalmente con le stagioni, dai campi di lavanda estivi alla neve polverosa di Niseko in inverno.
Leggi ancheCosa Vedere a Hiroshima: Castello, Shukkeien e l’Itinerario in CittàQuanti giorni servono e quando partire
Per un primo viaggio che tocchi Tokyo, Kyoto, Osaka e almeno una gita fuori porta, due settimane sono la misura più realistica; con dieci giorni si può comunque costruire un itinerario solido concentrandosi su meno città. I periodi migliori restano la primavera, da fine marzo a inizio maggio, per la fioritura dei ciliegi, e l’autunno, tra ottobre e novembre, per il foliage nei giardini di Kyoto: entrambi comportano prezzi più alti e più folla, mentre l’estate porta caldo umido e il rischio di tifoni, soprattutto su Okinawa.
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