In questo articolo
Okinawa non è un’isola sola, ma un arcipelago di oltre 150 isole che si allunga per più di mille chilometri verso Taiwan. Chi ha letto qualche recensione online lo sa già: la domanda “quale isola scegliere” non ha un’unica risposta, perché dipende da quanti giorni hai, se vuoi solo mare o anche cultura e storia, e quanto sei disposto a spostarti tra un traghetto e l’altro. Ecco come orientarsi tra le opzioni principali.
Okinawa Honto, l’isola principale
È la scelta più comoda per un primo viaggio nell’arcipelago: ospita la capitale Naha, l’aeroporto principale, il grande acquario Churaumi e siti storici legati al regno Ryūkyū, la civiltà che ha governato queste isole per secoli prima dell’annessione al Giappone. I trasporti sono i più sviluppati di tutto l’arcipelago e permettono di muoversi anche senza auto a noleggio. Il mare, però, è mediamente meno spettacolare rispetto alle isole più a sud: è la base giusta per chi vuole unire spiaggia, cultura e comodità logistica, meno per chi cerca solo acque cristalline. Per la scelta della zona dove alloggiare, la nostra guida a dove dormire a Okinawa confronta le aree della capitale e della costa.
Le isole Kerama: Tokashiki, Zamami, Aka
A meno di un’ora e mezza di traghetto da Naha, le isole Kerama sono probabilmente la scelta più efficiente per chi ha pochi giorni ma non vuole rinunciare a un mare da cartolina: l’area è protetta come parco nazionale marino ed è nota per una delle acque più trasparenti del Giappone, tanto da avere un colore proprio, il “Kerama Blue”. Tokashiki, la più grande delle Kerama, è quella che abbiamo visitato di persona: la spiaggia di Tokashiku, raggiungibile con una breve camminata dal porto, è uno dei pochi punti dell’arcipelago dove capita di nuotare fianco a fianco con le tartarughe marine. Chi cerca un’isola piccola, tranquilla e senza il traffico della terraferma trova qui l’equilibrio migliore tra facilità di accesso e qualità del mare, lo raccontiamo nel dettaglio nella nostra guida completa a Tokashiki e nell’approfondimento sulla spiaggia di Tokashiku.
ApprofondisciIsola di Ishigaki: Spiagge, Kabira Bay e Trekking a OkinawaMiyako, per il mare più bello
Se il mare è l’unico criterio, Miyakojima è spesso il nome che ricorre di più: spiagge di sabbia bianchissima, un’acqua turchese che pochi altri posti in Giappone possono eguagliare, e diversi ponti panoramici che collegano l’isola principale a isolette minori raggiungibili in auto. È la meta giusta per chi vuole dedicare l’intero soggiorno al relax balneare senza cercare troppa varietà di attività: le spiagge più famose, come Yonaha Maehama e Sunayama, sono tra le più fotografate di tutto il Giappone. Scopri di più su cosa vedere a Miyako.
Ishigaki e le isole Yaeyama
Più a sud ancora, quasi più vicine a Taiwan che al resto del Giappone, Ishigaki e le isole Yaeyama sono la scelta per chi cerca avventura oltre al mare: barriere coralline tra le più estese dell’arcipelago, cieli notturni tra i meno inquinati del paese, e soprattutto Iriomote, un’isola coperta per il 90% da foresta subtropicale dove si organizzano escursioni in kayak tra le mangrovie e trekking fino a cascate isolate. È la base ideale per chi vuole alternare giornate di mare a giornate di esplorazione via traghetto verso le isole vicine, come il villaggio tradizionale di Taketomi.
Kume e Yoron: le isole meno battute
Per chi ha già visitato Okinawa e cerca qualcosa di più isolato, Kume Jima e la piccola Yoron (amministrativamente già nella prefettura di Kagoshima, ma culturalmente vicina all’arcipelago Ryūkyū) offrono un’esperienza più rurale e meno turistica, con un mare che non ha nulla da invidiare alle isole più famose ma un’infrastruttura ricettiva molto più ridotta: sono scelte adatte a chi viaggia con più esperienza alle spalle e meno bisogno di comfort organizzati.
Quanti giorni dedicare a ciascuna isola
Le Kerama si visitano bene anche in giornata da Naha, ma pernottare almeno una notte permette di godersi le spiagge senza la folla dei gruppi in gita; per Miyako conviene mettere in conto almeno quattro notti, per sfruttare le diverse spiagge dell’isola; Ishigaki e le Yaeyama meritano una settimana se si vuole includere anche Iriomote e Taketomi. Ogni cambio di isola comporta mezza giornata di traghetto o volo interno, quindi la scelta più efficiente per chi ha meno di dieci giorni è concentrarsi su una sola area piuttosto che provare a vederle tutte.
Quando andare
I periodi migliori sono la tarda primavera, da fine maggio a inizio luglio, e l’inizio dell’autunno, tra settembre e ottobre, quando il rischio di tifoni si riduce e le temperature restano piacevoli per il mare. L’inverno è tranquillo e con meno turisti, ma l’acqua è più fredda per una nuotata prolungata; l’estate piena, tra luglio e agosto, è la stagione più calda e anche quella con più probabilità di tifoni improvvisi, che possono bloccare i traghetti tra le isole per uno o due giorni.
Come abbiamo scritto questo articolo
- Verifica dei fatti
- Date, nomi e cifre sono confrontati con almeno due fonti, preferendo quelle originali e le istituzioni che gestiscono i luoghi. Dove i dati divergono lo segnaliamo nel testo.
- Aggiornamenti
- Rivediamo l'articolo almeno una volta all'anno e ogni volta che cambia qualcosa di rilevante. Ultima revisione: 3 Settembre 2026.
- Trasparenza commerciale
- Alcuni link portano a servizi prenotabili tramite programmi di affiliazione: il prezzo per te non cambia e noi riceviamo una commissione. Le guide PDF sono un prodotto nostro. Leggi la policy completa.







