In questo articolo
Nagasaki condivide con Hiroshima la tragedia di essere stata colpita da una bomba atomica, ma la sua storia precedente è unica in Giappone: per secoli è stata l’unico porto aperto ai commerci con l’Occidente durante l’isolamento nazionale, un crocevia di influenze cinesi, olandesi e portoghesi che ancora oggi ne definisce l’identità.
Il Parco della Pace e il Museo della Bomba Atomica
Il 9 agosto 1945, tre giorni dopo Hiroshima, una seconda bomba atomica colpì Nagasaki, devastando il quartiere di Urakami. Il Parco della Pace, costruito vicino all’epicentro, ospita la Statua della Pace e numerosi monumenti donati da paesi di tutto il mondo; il Museo della Bomba Atomica adiacente ricostruisce con oggetti originali e testimonianze l’impatto dell’esplosione, offrendo un percorso più raccolto ma altrettanto toccante rispetto al memoriale di Hiroshima.
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Durante il periodo di isolamento (sakoku), durato oltre due secoli, Dejima era l’unica porta del Giappone verso il mondo esterno: un’isola artificiale a forma di ventaglio dove i mercanti olandesi vivevano segregati ma autorizzati a commerciare. Oggi l’area è stata ricostruita filologicamente con edifici d’epoca, e racconta come attraverso questo unico punto di contatto siano filtrate in Giappone conoscenze scientifiche, mediche e cartografiche occidentali per due secoli.
Chinatown e l’eredità cinese
La Chinatown di Nagasaki è la più antica del Giappone, testimonianza di una comunità commerciale cinese insediata già dal XVII secolo. Il tempio Sofuku-ji, costruito da mercanti della provincia cinese del Fujian, conserva un’architettura religiosa che non si ritrova altrove nel paese, con tetti curvi e decorazioni cromatiche molto distanti dall’estetica giapponese tradizionale.
Il monte Inasa e la vista notturna
Raggiungibile in funivia, il monte Inasa offre uno dei panorami notturni più celebrati del Giappone, spesso citato tra le tre viste notturne più belle del paese: la città si distende tutt’intorno alla baia, con le colline che la incorniciano su tre lati creando un effetto scenografico particolarmente suggestivo al tramonto.
Le chiese e il patrimonio cristiano
Nagasaki fu anche il centro della prima comunità cattolica giapponese, arrivata con i missionari portoghesi nel XVI secolo e sopravvissuta clandestinamente per due secoli di persecuzioni. La Cattedrale di Urakami e diverse chiese della regione, oggi patrimonio UNESCO insieme ad altri siti cristiani nascosti del Kyushu, raccontano questa storia unica di fede sommersa e riemersa.
Come arrivare
Nagasaki è collegata a Fukuoka in circa 2 ore di treno e non è servita direttamente dallo shinkansen dalla parte principale del Giappone, il che la rende una tappa pensata soprattutto per chi include il Kyushu meridionale in un itinerario più ampio, magari abbinandola a una gita di un giorno da Fukuoka o come seconda tappa di un percorso dedicato alla memoria della guerra dopo Hiroshima.
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