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Malibu: Spiagge, Point Dume e la Pacific Coast Highway

Guida a Malibu, California: le spiagge principali, Point Dume, il molo storico, perché è così cara e come visitarla in giornata da Los Angeles.

La scogliera e le rocce di El Matador State Beach a Malibu
El Matador: si scende per una scala ripida, e con l’alta marea la spiaggia quasi sparisce.
In questo articolo
  1. Una colonia di celebrità dagli anni Venti
  2. Le spiagge principali
  3. Point Dume
  4. Getty Villa e Adamson House
  5. Malibu Creek State Park e Solstice Canyon
  6. Malibu Pier
  7. Perché Malibu è così cara
  8. Il rischio incendi
  9. Come visitare Malibu in giornata da Los Angeles
  10. Consigli pratici

Ventuno miglia di costa incastonate tra l’oceano e le montagne di Santa Monica, con alle spalle quasi un secolo di storia come rifugio delle celebrità di Hollywood. Malibu non è una tappa obbligata come Santa Monica o Hollywood, ma per chi ha una giornata da dedicare al mare resta una delle esperienze più belle dell’intera area di Los Angeles.


Una colonia di celebrità dagli anni Venti

Per gran parte dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento, Malibu fu un ranch privato praticamente inaccessibile: la famiglia Rindge, proprietaria di quasi tutta la zona, si oppose per anni alla costruzione di una strada pubblica e persino di una linea ferroviaria attraverso le proprie terre, arrivando a combattere battaglie legali durate quasi un decennio pur di mantenere il controllo assoluto della costa. Solo nel 1929, dopo che la Corte Suprema della California diede ragione allo Stato, fu completata la Pacific Coast Highway, aprendo finalmente Malibu al resto della contea.

Fu proprio in quegli stessi anni che nacque la fama di Malibu come rifugio delle star: la famiglia Rindge, per far fronte ai debiti legali accumulati nelle battaglie contro lo Stato, iniziò ad affittare piccoli lotti di terreno fronte spiaggia nell’area oggi nota come Malibu Colony. Tra i primi inquilini ci furono attori e attrici dell’epoca del cinema muto, attratti dalla possibilità di avere una casa sul mare lontana dai riflettori di Hollywood ma comunque a distanza ragionevole dagli studios. Da quel primo nucleo di cottage in affitto è nata l’identità che Malibu conserva ancora oggi: un luogo dove il valore di una proprietà si misura tanto nei metri quadri quanto nella riservatezza che riesce a garantire a chi ci vive.

Nonostante questa fama consolidata da quasi un secolo, Malibu è diventata una città indipendente, con un proprio governo locale separato dalla contea di Los Angeles, solo nel 1991. L’incorporazione fu il risultato di anni di battaglie dei residenti contro alcuni piani di sviluppo promossi dalla contea, tra cui la costruzione di un grande impianto di depurazione delle acque reflue che avrebbe favorito una densità edilizia molto più alta di quella che gli abitanti desideravano: diventando comune autonomo, Malibu ottenne il controllo diretto sulle proprie norme urbanistiche, contribuendo a mantenere nel tempo quel carattere a bassa densità che ancora oggi la distingue dal resto della costa californiana.

Le spiagge principali

Malibu conta decine di spiagge diverse lungo il suo tratto di costa, ognuna con un carattere proprio: ecco le più rappresentative per chi ha tempo limitato.

La scalinata in legno che scende dalla scogliera alla spiaggia di Malibu
Quasi tutte le spiagge di Malibu si raggiungono così: una scala scavata nella scogliera.

Malibu State Beach, spesso indicata semplicemente come Malibu Beach o Surfrider Beach nella sua porzione più settentrionale, si trova proprio accanto al molo storico ed è famosa soprattutto tra i surfisti per le sue onde regolari e ben formate: nel 2010 è stata la prima spiaggia al mondo a essere riconosciuta come “World Surfing Reserve“, un riconoscimento che ne certifica il valore storico e naturalistico per la cultura del surf. Accanto si trova la Malibu Lagoon, un’area umida protetta dove il torrente Malibu Creek incontra l’oceano, popolare tra gli appassionati di birdwatching per la varietà di uccelli migratori che vi sostano durante l’anno.

El Matador State Beach, più a nord, è probabilmente la spiaggia più fotografata di tutta Malibu: fa parte delle Robert H. Meyer Memorial State Beaches insieme a El Pescador e La Piedra, tre piccole spiagge accomunate da alte scogliere, grotte naturali e enormi formazioni rocciose che emergono direttamente dalla sabbia. L’accesso avviene tramite una scalinata piuttosto ripida scavata nella scogliera, e non è quindi la scelta ideale per chi ha difficoltà di deambulazione o viaggia con passeggini, ma il panorama, soprattutto al tramonto, ripaga ampiamente la fatica della discesa.

Zuma Beach, verso l’estremo nord del tratto costiero di Malibu, è la spiaggia più ampia e frequentata dai residenti della zona, gestita direttamente dalla contea di Los Angeles: sabbia larga, parcheggi generosi, bagnini attivi e servizi completi la rendono la scelta più pratica per chi viaggia con bambini o cerca semplicemente una giornata di mare senza troppe complicazioni logistiche.

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Carbon Beach, subito a est del molo, è invece nota tra i residenti con il soprannome informale di “Billionaire’s Beach“, data la concentrazione di ville plurimilionarie che si affacciano direttamente sulla sabbia. Per decenni l’accesso pubblico a questo tratto di costa è stato di fatto ostacolato dai proprietari privati, fino a quando, nel 2015, una serie di cause legali promosse da associazioni per l’accesso alle spiagge ha imposto l’apertura di alcuni varchi pubblici tra una proprietà e l’altra: oggi è possibile raggiungere la sabbia anche qui, pur restando una delle spiagge meno attrezzate di Malibu, priva di parcheggi dedicati e servizi.

Paradise Cove, più verso l’interno della baia, ha invece un carattere completamente diverso: è gestita come uno stabilimento privato a pagamento, con un ristorante affacciato sull’oceano e un tratto di sabbia decisamente più curato rispetto alle spiagge pubbliche. Proprio per questa atmosfera photogenica, quasi da cartolina, con le sue palme e le barche di legno lasciate volutamente sulla riva come elemento scenografico, è una delle location più utilizzate da produzioni cinematografiche e televisive americane, tanto da comparire in decine di film e serie tv nel corso dei decenni.

Escondido Beach e Broad Beach, entrambe tra Carbon Beach e Zuma, condividono lo stesso destino di molte spiagge private circostanti: accesso pubblico consentito ma non sempre segnalato con chiarezza, sabbia più tranquilla rispetto alle spiagge principali e, nel caso di Broad Beach, un tratto di costa che negli ultimi decenni ha sofferto una notevole erosione, tanto da rendere necessari periodici interventi di ripascimento artificiale per mantenere la sabbia davanti alle abitazioni.

Chi ha ancora tempo può spingersi fino a Leo Carrillo State Beach, all’estremo nord del territorio di Malibu, dove le formazioni rocciose creano piscine di marea naturali e piccole grotte esplorabili a bassa marea, oltre a un tratto di costa piuttosto apprezzato dai surfisti più esperti per le sue onde consistenti anche fuori stagione.

Point Dume

Tra Zuma Beach e il resto della costa si protende Point Dume, un promontorio roccioso che segna uno dei punti più panoramici di tutta la California meridionale. La parte alta del promontorio è protetta come riserva naturale, la Point Dume Nature Preserve, attraversata da un breve sentiero che porta fino a una piattaforma panoramica sospesa sull’oceano: da qui, tra febbraio e aprile, è possibile avvistare le balene grigie durante la loro migrazione lungo la costa pacifica, un’attività che richiede solo un binocolo e un po’ di pazienza. Ai piedi del promontorio si trova anche Point Dume State Beach, più raccolta e riparata rispetto a Zuma, apprezzata da chi cerca acque leggermente più calme per nuotare.

Le case costruite direttamente sulla spiaggia lungo la costa di Malibu
Le case stanno sulla battigia: in California la spiaggia resta pubblica fino alla linea di alta marea.

Getty Villa e Adamson House

Chi cerca qualcosa di diverso dalla spiaggia trova a Malibu due tappe culturali di buon livello. La Getty Villa, alle porte del territorio comunale verso Los Angeles, è un museo costruito riproducendo fedelmente una villa romana del primo secolo, sepolta dall’eruzione del Vesuvio a Ercolano: aperta al pubblico dal 1974, ospita oggi circa 44.000 reperti di arte greca, romana ed etrusca, tra cui alcune delle sculture antiche meglio conservate fuori dall’Europa. L’ingresso è gratuito ma richiede una prenotazione con orario fissato in anticipo, complice lo spazio limitato del parcheggio interno.

Più vicina al centro di Malibu, accanto alla laguna, si trova la Adamson House, una villa in stile revival coloniale spagnolo costruita nel 1929 per la famiglia Adamson, discendente diretta dei Rindge, decorata con piastrelle in ceramica prodotte dalla fabbrica di famiglia, la Malibu Potteries, attiva proprio in quegli anni. Oggi la casa è un museo visitabile con tour guidati, e racconta da vicino la storia della famiglia che per prima ha reso Malibu quello che è oggi.

Malibu Creek State Park e Solstice Canyon

Nell’entroterra, lontano dalla costa più affollata, Malibu Creek State Park offre un lato completamente diverso della zona: canyon, laghetti naturali e sentieri escursionistici che si snodano tra le colline, in un paesaggio reso celebre dal cinema e dalla televisione ben prima che diventasse un parco pubblico. Qui furono girati per anni gli esterni della celebre serie tv M*A*S*H, ambientata durante la guerra di Corea, e alcune scene dei primi film della saga de Il Pianeta delle Scimmie, complice un paesaggio arido e roccioso che si prestava bene a rappresentare ambientazioni lontane dalla California. Poco distante, Solstice Canyon è invece un sentiero più breve e accessibile, che porta fino a una piccola cascata stagionale e alle rovine di una villa distrutta da un incendio negli anni Settanta, oggi in gran parte riconquistata dalla vegetazione.

Malibu Pier

Il molo di Malibu, proprio di fronte a Surfrider Beach, ha una storia più lunga e travagliata di quanto la sua struttura attuale lasci intuire. Fu costruito all’inizio del Novecento dalla stessa famiglia Rindge, inizialmente per scopi commerciali legati al trasporto di merci verso il ranch, in un’epoca in cui l’assenza di una strada pubblica rendeva il collegamento via mare l’unica alternativa praticabile. Nel corso dei decenni il molo è stato più volte danneggiato da tempeste e mareggiate, e ricostruito altrettante volte, fino a diventare oggi una struttura pubblica gestita dallo Stato della California, con un piccolo mercato del pesce, un paio di ristoranti con vista sull’oceano e un punto di partenza per le battute di pesca sportiva. Passeggiare fino in fondo al molo resta uno dei modi più semplici per avere una prospettiva d’insieme sulla baia di Malibu, con le montagne che scendono quasi fino all’acqua sullo sfondo.

La vista sull oceano e sulla spiaggia dal Malibu Pier
Il Malibu Pier del 1905: da qui si vede il punto in cui i surfisti aspettano l’onda.
La terrazza in legno di un locale sul Malibu Pier
Sul molo ci sono un paio di locali: si mangia guardando l’acqua, e si paga di conseguenza.

Perché Malibu è così cara

Il costo della vita e degli immobili a Malibu è tra i più alti di tutti gli Stati Uniti, e le ragioni sono più strutturali che semplicemente legate alla fama del luogo. Geograficamente, Malibu è una striscia di terra molto stretta compressa tra le montagne di Santa Monica e l’oceano: lo spazio edificabile è fisicamente limitato, e questo da solo basta a mantenere alta la domanda rispetto a un’offerta che non può espandersi. A questo si aggiungono le rigide normative della California Coastal Commission, l’ente statale che regola qualsiasi intervento edilizio lungo la costa, con procedure di approvazione lunghe e vincoli severi pensati per proteggere l’ambiente costiero, che di fatto rendono difficile e costoso costruire nuove abitazioni.

C’è poi, naturalmente, il fattore reputazionale: quasi un secolo di presenza ininterrotta di celebrità, a partire proprio dalla Malibu Colony degli anni Venti, ha consolidato un’immagine di esclusività che si riflette direttamente sui prezzi immobiliari, tra i più alti di tutta la California anche per proprietà relativamente modeste per dimensioni. Va detto, per onestà, che Malibu non è soltanto la fila di ville sul mare che si vede nei documentari: buona parte del territorio comunale, nell’entroterra verso i canyon, ha un carattere molto più rurale e meno esclusivo, anche se resta comunque un comune con un costo della vita elevato rispetto alla media della contea di Los Angeles.

Il rischio incendi

Chi organizza un viaggio a Malibu tra fine estate e autunno dovrebbe conoscere anche il lato meno da cartolina della zona: la vegetazione secca delle colline, unita ai venti caldi di Santa Ana che soffiano dall’entroterra verso l’oceano, rende quest’area una delle più esposte agli incendi boschivi di tutta la California. Malibu è stata colpita più volte da roghi di grandi dimensioni, l’ultimo particolarmente devastante nel novembre 2018, quando il Woolsey Fire distrusse oltre 1.600 strutture e costrinse all’evacuazione l’intera città, comprese diverse abitazioni della Malibu Colony. Per chi visita la zona tra settembre e novembre, il periodo statisticamente più a rischio, vale la pena controllare le condizioni meteo e gli eventuali avvisi delle autorità locali prima di partire, anche se nella grandissima maggioranza dei casi la stagione turistica prosegue senza alcun problema.

Come visitare Malibu in giornata da Los Angeles

Malibu si visita comodamente in una gita di un giorno da qualsiasi zona di Los Angeles, e non richiede un pernottamento a meno che non si voglia dedicare più tempo alle spiagge più remote verso nord. Il modo più semplice per arrivare è in auto lungo la Pacific Coast Highway, che da Santa Monica raggiunge il centro di Malibu in circa 30, 40 minuti in condizioni di traffico normali, un tempo che può facilmente raddoppiare nei weekend estivi, quando la strada a due corsie per senso di marcia diventa uno dei tratti più congestionati della zona costiera.

Per chi ha solo una giornata, un ordine di visita che funziona bene è iniziare presto dalle spiagge più fotogeniche e meno attrezzate, come El Matador, quando la luce del mattino è ancora morbida e i parcheggi non sono saturi, proseguire verso mezzogiorno con una sosta al molo per pranzo, magari con un pesce fresco in uno dei ristoranti affacciati sull’oceano, e dedicare il pomeriggio a Zuma Beach o a Point Dume, arrivando fino al promontorio nella parte finale della giornata per godersi il tramonto dalla piattaforma panoramica della riserva naturale.

Non esiste un collegamento diretto e rapido con i mezzi pubblici: alcune linee di autobus urbani percorrono la Pacific Coast Highway fino a Malibu, ma con tempi di percorrenza molto più lunghi rispetto all’auto e fermate non sempre comode rispetto alle spiagge più interessanti. Per questo motivo, chi non ha un’auto a noleggio dovrebbe valutare un tour organizzato in minivan, opzione diffusa tra le agenzie di Los Angeles proprio per raggiungere Malibu in giornata.

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Una volta arrivati, conviene mettere in conto che il parcheggio non è quasi mai gratuito: le spiagge gestite dallo Stato o dalla contea, come Zuma o El Matador, applicano tariffe giornaliere che generalmente vanno dagli 8 ai 15 dollari, mentre lungo la Pacific Coast Highway si trovano anche parcheggi a pagamento privati, spesso più cari nei mesi estivi. Alcuni tratti di spiaggia offrono accesso pubblico gratuito con parcheggio limitato su strada, ma i posti si esauriscono rapidamente nelle giornate di bella stagione, soprattutto nel weekend.

Consigli pratici

La strada costiera regala alcuni dei panorami più belli della California, ma è anche stretta, curva in più punti e priva di corsia di emergenza per lunghi tratti: guidarla con calma, senza fretta, non è solo una questione di sicurezza ma anche il modo migliore per apprezzare davvero il paesaggio, con diversi punti panoramici segnalati dove è possibile fermarsi in sicurezza per fare una foto. Vale la pena partire presto, sia per evitare il traffico più intenso della tarda mattinata, sia perché le spiagge più fotogeniche come El Matador restano gestibili solo se non sono già affollate.

Chi visita Malibu tra la tarda primavera e l’estate dovrebbe anche mettere in conto il fenomeno della nebbia marina mattutina, comune su tutta la costa della California meridionale, che tende a diradarsi entro mezzogiorno lasciando spazio a cieli tersi nel pomeriggio: pianificare le foto e le attività da spiaggia nella parte centrale della giornata, piuttosto che al mattino presto, aumenta sensibilmente le probabilità di trovare condizioni di luce migliori. Infine, considerando l’assenza quasi totale di negozi lungo alcuni tratti della costa, conviene portare con sé acqua, snack e crema solare prima di lasciare Los Angeles: tra una spiaggia e l’altra i punti di ristoro non sono sempre a portata di mano come ci si aspetterebbe in una destinazione così frequentata.

Articolo aggiornato: settembre 2026.

Come abbiamo scritto questo articolo

Esperienza diretta
I luoghi descritti sono stati visitati di persona (settembre 2026). Orari, prezzi e percorsi sono stati verificati sul posto, non copiati da altre fonti.
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