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Hollywood e Beverly Hills: Walk of Fame, Rodeo Drive e Case delle Star

Guida a Hollywood e Beverly Hills a Los Angeles: Walk of Fame, Hollywood Sign, Rodeo Drive, case delle celebrità, Grauman's Chinese Theatre e Melrose Avenue.

La scritta Hollywood sulla collina vista da lontano
Nata nel 1923 come cartellone immobiliare, doveva restare su diciotto mesi.
In questo articolo
  1. Hollywood Walk of Fame
  2. Dolby Theatre ed El Capitan Theatre
  3. Grauman’s Chinese Theatre e le impronte delle star
  4. Griffith Observatory: il punto panoramico per eccellenza
  5. Hollywood Sign e Mt Lee
  6. Beverly Hills: una città dentro la città
  7. Rodeo Drive a Beverly Hills
  8. Tour delle case delle celebrità
  9. Altre soste lungo Hollywood Boulevard
  10. Sunset Strip: la vita notturna tra Hollywood e Beverly Hills
  11. Melrose Avenue
  12. Come arrivare e muoversi tra i due quartieri
  13. Quando andare e quanto tempo dedicarci
  14. Consigli pratici per organizzare la visita

Due quartieri confinanti che raccontano due Los Angeles diverse: da una parte il marciapiede più fotografato del mondo e i cinema storici dell’età d’oro di Hollywood, dall’altra le vie dello shopping di lusso e le colline dove vivono, o hanno vissuto, le celebrità. Si visitano bene in una giornata unica, meglio a piedi nel tratto centrale e in auto per gli spostamenti tra un quartiere e l’altro.


Hollywood Walk of Fame

La Walk of Fame nasce nel 1958 per iniziativa della Camera di Commercio di Hollywood, che voleva rilanciare l’immagine del quartiere in un periodo in cui l’industria del cinema si stava spostando altrove. Le prime 1.550 stelle furono posate tra il 1956 e il 1957 con i nomi già assegnati, ma l’inaugurazione ufficiale del percorso avvenne l’8 febbraio 1960, quando furono scoperte le prime otto stelle. La prima cerimonia pubblica con tanto di fotografi fu quella di Joanne Woodward, il 28 marzo 1960, diventata per questo spesso ricordata come la prima stella in assoluto, anche se non lo fu cronologicamente.

Una stella rosa della Walk of Fame incastonata nel marciapiede
Oltre 2.700 stelle: il simbolo nel disco dice in quale campo la persona si è distinta.

Oggi le stelle sono oltre 2.700 (il conteggio ufficiale supera le 2.780), incastonate nel marciapiede lungo quindici isolati di Hollywood Boulevard, per circa 2,1 chilometri, e altri tre isolati di Vine Street, per altri 700 metri circa. Ogni stella è composta da terrazzo rosa con i bordi in ottone e riporta il nome dell’onorato insieme a un’icona che indica la categoria: una cinepresa per il cinema, un microfono per la radio, una telecamera per la televisione, un disco per la musica, due maschere teatrali per il teatro, categoria aggiunta solo nel 1984.

L’assegnazione non è automatica: una commissione della Camera di Commercio valuta le candidature, che possono essere presentate da fan club, studi cinematografici o etichette discografiche, e comporta anche un contributo economico a copertura dei costi di realizzazione e manutenzione della stella, oggi gestiti insieme all’associazione Friends of the Hollywood Walk of Fame, fondata nel 2008. Tra le curiosità più citate: Gene Autry è l’unico ad avere cinque stelle, una per ciascuna categoria, mentre Charlie Chaplin fu scartato una prima volta nel 1956 e ottenne la sua stella solo nel 1972. Passeggiando è facile notare come alcune stelle siano più consumate o rovinate di altre: la manutenzione dipende in parte da sponsor privati, e non tutte ricevono lo stesso trattamento nel tempo.

Il tratto più denso e fotografato resta quello tra La Brea Avenue e Vine Street, davanti ai grandi cinema storici: qui conviene mettere in conto una passeggiata di almeno un’ora, considerando le soste per le foto e la folla, particolarmente fitta nel weekend e in tarda mattinata. Un consiglio pratico spesso trascurato: le stelle si vedono meglio, e si fotografano meglio, la mattina presto, prima delle 10, quando il marciapiede non è ancora invaso e la luce non crea troppi riflessi sul terrazzo lucido.

Non tutti sanno che il quartiere di Hollywood, prima di diventare sinonimo di cinema, era un tranquillo sobborgo agricolo fondato nel 1887 e annesso a Los Angeles solo nel 1910, in gran parte per garantirsi l’accesso all’acqua della città. I primi studi cinematografici arrivarono proprio in quegli anni, attratti dal clima stabile e dai paesaggi variegati della zona, e nel giro di un decennio Hollywood divenne il centro dell’industria che ancora oggi le dà il nome, anche se buona parte della produzione vera e propria si è progressivamente spostata altrove in città e nello stato. Il quartiere ha attraversato anche decenni difficili, tra gli anni Settanta e Novanta, quando Hollywood Boulevard era diventata malfamata e poco frequentata dai turisti nonostante la fama; la svolta arrivò con la riqualificazione avviata a fine anni Novanta, culminata nell’apertura nel 2001 del complesso Hollywood & Highland, oggi Ovation Hollywood, proprio accanto al Dolby Theatre.

Dolby Theatre ed El Capitan Theatre

A pochi passi dal Grauman’s Chinese Theatre si trova il Dolby Theatre, teatro moderno inaugurato nel 2001 (con il nome originario di Kodak Theatre) e sede della cerimonia degli Academy Awards, gli Oscar, dal 2002. È visitabile con un tour guidato a pagamento che porta anche sul palco della cerimonia, un’opzione interessante per chi vuole qualcosa di più di una semplice foto dall’esterno. Poco più avanti lungo Hollywood Boulevard si trova invece l’El Capitan Theatre, aperto nel 1926 e oggi di proprietà Disney, che proietta soprattutto le uscite del catalogo Disney e Pixar in una sala restaurata con decorazioni originali dell’epoca: vale una sosta anche solo per ammirare la facciata e l’insegna al neon, tra le più scenografiche del boulevard.

Le insegne al neon e i cartelloni lungo Hollywood Boulevard
Hollywood Boulevard è più chiassosa che glamour: conviene saperlo prima di arrivare.

Grauman’s Chinese Theatre e le impronte delle star

Poco distante dal cuore della Walk of Fame si trova il Grauman’s Chinese Theatre (oggi noto anche come TCL Chinese Theatre per ragioni di sponsorizzazione), aperto nel 1927 con una facciata in stile pagoda cinese voluta dall’impresario Sid Grauman. Nel cortile d’ingresso si trova una delle attrazioni più fotografate di Los Angeles: oltre 200 impronte di mani, piedi e in alcuni casi oggetti curiosi (la bacchetta di Harry Potter, le zampe di R2-D2) lasciate nel cemento fresco da attori e registi nel corso di quasi un secolo.

La tradizione nacque quasi per caso: secondo la versione più diffusa, l’attrice Norma Talmadge calpestò per sbaglio il cemento fresco durante la costruzione del teatro, dando a Grauman l’idea di trasformare l’incidente in una cerimonia ufficiale. Le prime impronte volute e firmate furono quelle di Mary Pickford e Douglas Fairbanks, nel maggio 1927. Il teatro è ancora oggi una sala cinematografica attiva, sede di anteprime ed eventi, e l’accesso al cortile con le impronte è gratuito anche senza acquistare un biglietto per il cinema.

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Nel corso dei decenni il teatro ha cambiato più volte gestione e nome: dal 1973 al 2001 fu conosciuto come Mann’s Chinese Theatre, dal nome della catena di cinema che lo gestiva, per poi tornare alla denominazione originale e assumere infine, dal 2013, il nome TCL Chinese Theatre dopo un accordo di sponsorizzazione con l’azienda elettronica cinese. Nello stesso anno la sala principale è stata dotata di un enorme schermo IMAX, tra i più grandi della California, mantenendo però intatti gli interni decorativi in stile orientale voluti da Grauman quasi un secolo fa. Chi vuole entrare per una proiezione dovrebbe considerare che i biglietti, complice la sala IMAX, sono spesso più cari della media cittadina.

Griffith Observatory: il punto panoramico per eccellenza

Chi si sposta verso l’Hollywood Sign difficilmente evita il Griffith Observatory, aperto al pubblico nel 1935 grazie a un lascito del filantropo Griffith J. Griffith, e da sempre a ingresso gratuito per le esposizioni permanenti (a pagamento solo lo spettacolo al planetario). Oltre a essere uno dei migliori punti da cui fotografare sia il cartello di Hollywood sia lo skyline di Downtown, l’edificio in stile Art Déco è diventato celebre anche grazie al cinema: qui furono girate scene di Gioventù bruciata con James Dean nel 1955 (una statua dell’attore si trova proprio nei giardini) e, decenni dopo, alcune sequenze del musical La La Land. All’interno si trova anche un pendolo di Foucault funzionante, usato per dimostrare la rotazione terrestre, e un telescopio che nelle sere serene viene messo gratuitamente a disposizione dei visitatori. L’osservatorio si trova a circa 15, 20 minuti d’auto da Hollywood Boulevard, con un parcheggio spesso saturo nei weekend: nei giorni di maggiore affluenza conviene arrivare con la navetta pubblica che parte dal quartiere di Los Feliz.

Hollywood Sign e Mt Lee

La celebre scritta bianca sulle colline sopra Hollywood non nacque come simbolo del cinema, ma come cartellone pubblicitario. Fu costruita nel 1923 per promuovere un nuovo quartiere residenziale chiamato Hollywoodland, con lettere alte circa 15 metri e illuminate da migliaia di lampadine. Solo nel 1949, dopo anni di abbandono e degrado, la scritta fu restaurata e ridotta alle sole nove lettere “HOLLYWOOD”, diventando ufficialmente il simbolo del quartiere e, per estensione, di tutta l’industria cinematografica americana.

Il cartello si trova sul Monte Lee, all’interno del Griffith Park, e oggi è recintato e monitorato con telecamere: non è possibile arrivare fino alla base delle lettere, un divieto nato anche in risposta a incidenti passati, incendi e tentativi di arrampicata. Per vederlo da vicino restano comunque diverse opzioni valide: il sentiero che porta al Griffith Observatory offre una delle viste più classiche, con il cartello su un lato e lo skyline di Downtown sull’altro; il Lake Hollywood Park, un piccolo parco residenziale a nord, regala una prospettiva più ravvicinata e meno affollata; per chi vuole camminare davvero, il Hollywood Sign Trail che parte da Brush Canyon porta fino a un punto panoramico proprio dietro le lettere, con un percorso di andata e ritorno di circa 6, 7 chilometri e un dislivello moderato.

Beverly Hills: una città dentro la città

Prima di parlare di Rodeo Drive vale la pena chiarire un dettaglio che sfugge a molti visitatori: Beverly Hills non è un quartiere di Los Angeles, ma un comune indipendente, incorporato come città autonoma nel 1914, con un proprio sindaco, una propria polizia e una popolazione di circa 32.000 abitanti che vive letteralmente circondata dalla metropoli di Los Angeles. Il nome, secondo la tradizione più accreditata, deriva da Beverly Farms, una cittadina del Massachusetts citata da uno degli sviluppatori immobiliari che disegnarono la zona residenziale nei primi del Novecento.

Una villa con siepi curate in una strada residenziale di Beverly Hills
A Beverly Hills si guarda da fuori: le siepi alte sono progettate esattamente per questo.

Il simbolo storico della città è il Beverly Hills Hotel, aperto nel 1912 e conosciuto da sempre come “Pink Palace” per il colore rosa salmone della facciata: fu costruito prima ancora che il quartiere residenziale intorno prendesse davvero forma, e per decenni ha ospitato attori, musicisti e capi di stato in un ambiente pensato apposta per garantire la massima riservatezza. Non è necessario prenotare una camera per vederlo: il bar storico Polo Lounge e i giardini sono accessibili anche solo per un caffè o un drink, con l’accortezza di vestirsi in modo adeguato al contesto.

Rodeo Drive a Beverly Hills

A pochi minuti di auto da Hollywood, Rodeo Drive è la via dello shopping di lusso per eccellenza, tre isolati tra Wilshire Boulevard e Santa Monica Boulevard dove si concentrano le boutique di quasi tutti i grandi marchi della moda internazionale. La trasformazione della strada in un polo del lusso iniziò negli anni Sessanta, quando l’imprenditore Fred Hayman aprì Giorgio Beverly Hills, tra i primi negozi a puntare su un’esperienza di acquisto esclusiva più che sulla semplice vendita.

Prima ancora di arrivare sulla via degli acquisti, molti visitatori si fermano al Beverly Gardens Park, la lunga striscia verde che corre parallela a Santa Monica Boulevard: qui si trova il cartello scritto a mano “Beverly Hills” circondato da un piccolo giardino di cactus, uno dei punti fotografici più cercati sui social e completamente gratuito, a differenza di molte altre attrazioni del quartiere.

Il tratto più fotografato, chiamato Two Rodeo Drive, è una piazzetta pedonale in stile europeo costruita nel 1990, con una pavimentazione curva pensata apposta per allungare la passeggiata davanti alle vetrine. Non serve comprare nulla per visitarla: molti turisti la percorrono solo per le foto, complice anche la sua presenza in diversi film hollywoodiani, tra cui il celebre passaggio di Pretty Woman. Va detto con onestà che, a differenza della Walk of Fame, qui l’atmosfera è più formale e meno adatta a un pubblico con bambini piccoli o a chi cerca souvenir economici: i negozi lungo la via sono boutique di fascia alta, non empori turistici.

Tour delle case delle celebrità

Fin dagli anni Trenta, quando i primi venditori ambulanti iniziarono a proporre mappe con gli indirizzi delle star, il tour delle case dei divi è una delle attività più cercate da chi visita Los Angeles. Oggi esistono sia versioni organizzate, in autobus o minivan con guida, sia la possibilità di muoversi con la propria auto seguendo mappe aggiornate, vendute ancora oggi in alcuni chioschi lungo Sunset Boulevard.

Vale però la pena affrontare questa attività con aspettative realiste. La maggior parte delle proprietà più note, soprattutto a Beverly Hills, Bel Air e Holmby Hills, non è visibile dalla strada: siepi alte, cancelli automatici e sistemi di sicurezza nascondono quasi ogni villa alla vista dei passanti. Quello che si vede, nella pratica, sono ingressi, muri di cinta e al massimo qualche tetto tra gli alberi. Chi cerca l’emozione di scorgere davvero una star o la sua residenza probabilmente resterà deluso; chi invece si accontenta di guidare tra le strade alberate delle colline di Beverly Hills, osservando l’architettura e la vegetazione curatissima, trova comunque un’esperienza piacevole, specialmente al tramonto quando la luce sulle palme è particolarmente bella.

Un altro aspetto da considerare, spesso ignorato dalle guide più superficiali, è che gli indirizzi riportati sulle mappe delle star cambiano continuamente: le celebrità vendono e comprano case con una certa frequenza, e non tutte le informazioni in circolazione sono aggiornate o verificate. Alcune mappe riportano ancora indirizzi di proprietà vendute da anni o addirittura di persone non più in vita. Chi vuole un’esperienza più affidabile può orientarsi sui tour organizzati con guida, che generalmente si limitano a indirizzi verificati e raccontano anche la storia architettonica delle ville, spesso più interessante del semplice nome del proprietario attuale. Vale anche la pena ricordare, per rispetto verso chi vive in queste case, di restare sul marciapiede pubblico e non avvicinarsi troppo ai cancelli: la sicurezza privata in queste zone è attiva e le pattuglie della polizia di Beverly Hills passano con regolarità.

Altre soste lungo Hollywood Boulevard

Tra il Grauman’s e il Dolby Theatre, Hollywood Boulevard ospita anche una serie di attrazioni a pagamento pensate soprattutto per famiglie con bambini: il Hollywood Wax Museum, il Ripley’s Believe It or Not e, poco più a est, il Madame Tussauds con le sue statue di cera dedicate alle star del cinema e della musica. Non sono tappe imprescindibili, e diversi visitatori le trovano piuttosto costose rispetto al contenuto offerto, ma restano un’opzione utile per spezzare la giornata se si viaggia con bambini che iniziano a stancarsi della semplice passeggiata sulle stelle. Poco distante, all’incrocio con Highland Avenue, si trova anche il Hollywood Museum, allestito nell’ex edificio della Max Factor, con costumi, oggetti di scena e memorabilia originali provenienti da decenni di produzioni cinematografiche.

Sunset Strip: la vita notturna tra Hollywood e Beverly Hills

Chi si sposta in auto tra i due quartieri passa quasi inevitabilmente per il Sunset Strip, il tratto di Sunset Boulevard che attraversa West Hollywood e che dagli anni Sessanta è il cuore della scena musicale dal vivo di Los Angeles. Qui si trovano locali storici come il Whisky a Go Go, aperto nel 1964 e palco dei primi concerti dei Doors come band residente, il Roxy Theatre e il Viper Room, quest’ultimo tristemente noto anche per la morte dell’attore River Phoenix nel 1993. Di giorno la strada è meno spettacolare, dominata da cartelloni pubblicitari giganti che sono diventati essi stessi un’attrazione fotografica per gli appassionati di marketing e design, ma la sera, soprattutto nel weekend, torna a essere uno degli scorci più vivi della città.

Melrose Avenue

Meno patinata di Rodeo Drive e più adatta a chi cerca uno spaccato più informale della città, Melrose Avenue è la via dello shopping alternativo di Los Angeles: negozi vintage, marchi streetwear, boutique indipendenti e diversi murales diventati punti fotografici in sé, tra cui il celebre muro rosa dipinto per il negozio Paul Smith, uno degli sfondi più usati sui social tra chi visita la città. Il tratto più interessante si trova tra Fairfax Avenue e La Brea Avenue, dove convivono negozi storici aperti da decenni e insegne più recenti nate per intercettare un pubblico giovane. È una tappa che si abbina bene a una visita al vicino museo LACMA o alla zona di West Hollywood, e regala un’atmosfera decisamente diversa da quella patinata di Beverly Hills, pur trovandosi a pochi isolati di distanza.

La strada iniziò a trasformarsi in polo della moda alternativa già negli anni Settanta e Ottanta, quando i primi negozi di abbigliamento vintage e punk si insediarono negli spazi commerciali più economici rispetto a Beverly Hills, attirando anche numerose case di produzione discografica e agenzie creative che ancora oggi hanno sede nella zona. Chi visita Melrose Avenue di domenica può abbinare la passeggiata al Melrose Trading Post, un mercatino delle pulci che si tiene nel cortile della vicina Fairfax High School, con abbigliamento vintage, oggetti di design e articoli da collezione, un’attività che dura dagli anni Novanta ed è diventata un appuntamento fisso per collezionisti e appassionati di moda.

Come arrivare e muoversi tra i due quartieri

La metropolitana leggera di Los Angeles, la linea B (in passato chiamata Red Line), ha due fermate proprio nel cuore di Hollywood: Hollywood/Highland, a pochi passi dal Grauman’s Chinese Theatre e dal Dolby Theatre, e Hollywood/Vine, più vicina all’incrocio storico che dà il nome a una delle stelle più cercate della Walk of Fame. È quindi possibile raggiungere Hollywood in metropolitana da Downtown o da Universal City senza bisogno dell’auto. Beverly Hills invece non è servita dalla metro (una nuova estensione della linea D è in costruzione ma non arriva al cuore del quartiere) ed è raggiungibile in auto in 15, 20 minuti da Hollywood, oppure con gli autobus urbani, più lenti ma funzionanti. All’interno di Hollywood si può contare anche sulla linea di autobus DASH, un servizio locale a tariffa ridotta che collega i punti principali del quartiere ed è utile per chi non vuole camminare l’intero tratto della Walk of Fame sotto il sole.

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Quando andare e quanto tempo dedicarci

Per la Walk of Fame e Hollywood Boulevard non esiste una vera stagione sbagliata, ma va messo in conto che il quartiere è affollato tutto l’anno, con punte massime nel weekend e nei mesi estivi. Un’intera giornata basta e avanza per vedere con calma sia Hollywood sia Beverly Hills, con la mattina dedicata al tratto pedonale intorno al Grauman’s e alla Walk of Fame e il pomeriggio a Rodeo Drive; chi vuole anche salire fino a un punto panoramico sull’Hollywood Sign dovrebbe aggiungere almeno un’ora e mezza, meglio nelle ore più fresche della giornata, soprattutto in estate quando le temperature sui sentieri assolati possono superare comodamente i 30 gradi.

Consigli pratici per organizzare la visita

Il modo più efficiente per vedere entrambi i quartieri in una giornata è partire presto dalla Walk of Fame e dal Grauman’s Chinese Theatre, quando la folla è ancora contenuta, proseguire a piedi o con una breve corsa in auto verso il punto panoramico sull’Hollywood Sign, e dedicare il pomeriggio a Rodeo Drive e Beverly Hills, quando le boutique sono aperte e la luce del tardo pomeriggio rende più piacevole la passeggiata tra le vie residenziali. Un’auto resta comunque consigliata per collegare i due quartieri: la distanza in linea d’aria è breve, ma i collegamenti pedonali non sono pensati per questo tipo di percorso, e i mezzi pubblici tra Hollywood e Beverly Hills richiedono più cambi del previsto.

Sul fronte dei costi, vale la pena avere in mente qualche cifra prima di partire: la passeggiata lungo la Walk of Fame, il cortile del Grauman’s e la vista dell’Hollywood Sign dai punti panoramici sono completamente gratuiti; il tour guidato del Dolby Theatre ha invece un costo di circa 25, 30 dollari a persona, il Madame Tussauds intorno ai 35, 40 dollari e il Museo delle Cere di Hollywood su cifre simili. Il Griffith Observatory resta gratuito per le sale espositive, con un piccolo sovrapprezzo solo per lo spettacolo al planetario, generalmente sotto i 15 dollari. Anche a Beverly Hills la parte più interessante, ovvero passeggiare tra le boutique e osservare l’architettura, non costa nulla: gli unici esborsi diventano eventuali acquisti nei negozi di lusso o una sosta al Polo Lounge del Beverly Hills Hotel.

Il parcheggio merita una menzione a parte: lungo Hollywood Boulevard i parcheggi a pagamento sono numerosi ma possono costare da 15 a 25 dollari per qualche ora, mentre a Beverly Hills i primi due livelli dei parcheggi comunali multipiano intorno a Rodeo Drive sono gratuiti per le prime due ore, un dettaglio utile che non tutte le guide segnalano. Meglio inoltre diffidare di chi per strada offre “mappe delle star” o biglietti scontati per attrazioni a prezzi sospettosamente bassi: nella zona intorno al Grauman’s non mancano venditori improvvisati, ed è preferibile acquistare tour e biglietti in anticipo online o direttamente presso le biglietterie ufficiali.

Articolo aggiornato: settembre 2026.

Come abbiamo scritto questo articolo

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I luoghi descritti sono stati visitati di persona (settembre 2026). Orari, prezzi e percorsi sono stati verificati sul posto, non copiati da altre fonti.
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