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Osaka si autodefinisce “la cucina di casa del Giappone” e il detto locale kuidaore (“mangiare fino a rovinarsi”) è nato proprio qui, tra le insegne di Dotonbori. Ma oltre allo street food da passeggio, la città ha una scena di ristoranti veri e propri altrettanto ricca: dagli spiedini fritti di Shinsekai alle catene di ramen con distributore automatico, fino al wagyu grigliato al tavolo. Ecco come orientarsi quando ci si vuole sedere a tavola.

Kushikatsu a Shinsekai
Il quartiere di Shinsekai, ai piedi della torre Tsutenkaku, è la patria del kushikatsu: spiedini impanati e fritti di carne, verdure e pesce, da intingere in una salsa comune con una regola ferrea: “no double dipping”, niente doppia intinzione dopo aver morso lo spiedino. I locali sono spesso trattorie familiari con posti a sedere al bancone, molto diverse dai banchetti in piedi di Dotonbori: qui ci si siede, si ordina spiedino dopo spiedino e si chiude il conto solo a fine pasto.
ApprofondisciStreet Food Dōtonbori: Takoyaki, Okonomiyaki e KuidaoreIzakaya: la cena informale alla giapponese
Per un’esperienza di cena più simile a quella di un ristorante italiano (tavolo, menu, portate condivise) la scelta più diffusa a Osaka è l’izakaya, il pub gastronomico giapponese dove si ordinano più piccoli piatti da dividere insieme a birra o sake. Molti izakaya del centro hanno menu con foto o traduzioni in inglese, e in alcuni si paga un piccolo coperto (otoshi) che include uno stuzzichino di benvenuto: è normale e non un errore sul conto.
Ramen, sushi economico e le grandi catene
Per chi cerca un pasto rapido e di qualità senza spendere molto, Osaka offre alcune delle migliori catene del Giappone: il ramen tonkotsu di Ichiran, ordinabile in cabine individuali tramite distributore automatico, e i kaiten-zushi (sushi su nastro trasportante) come Sushiro, dove i piatti girano davanti al cliente a pochi euro l’uno. Sono un’ottima introduzione anche per chi non parla giapponese, grazie ai menu con foto e ai distributori a schermo touch.
Wagyu e cucina più ricercata
Per un’occasione speciale, Osaka non è da meno di Tokyo: la città ospita ristoranti di wagyu grigliato al tavolo (yakiniku e teppanyaki) con tagli certificati A5, oltre a una scena di alta cucina contemporanea in crescita, spesso più accessibile nei prezzi rispetto agli equivalenti della capitale. Conviene prenotare con qualche giorno di anticipo per i locali più rinomati, specie nel weekend.

Dove mangiare street food, invece
Se la ricerca è quella di banchetti da passeggio, takoyaki e okonomiyaki mangiati in piedi tra le insegne luminose, la guida di riferimento resta quella dedicata a street food e Dōtonbori, che approfondisce anche il mercato coperto di Kuromon Ichiba.

Consigli pratici per prenotare
I ristoranti sit-down di Shinsekai e degli izakaya di quartiere raramente accettano prenotazioni online: per i locali più piccoli conviene presentarsi prima delle 19 per evitare la fila. Nei ristoranti più semplici il contante resta spesso più comodo della carta, mentre catene di ramen e sushi accettano quasi ovunque pagamenti elettronici. Per chi soggiorna anche a Osaka più a lungo, alternare street food e pasti seduti nei giorni successivi è il modo più equilibrato per assaggiare la città senza esaurire il budget nei primi due giorni.
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