In questo articolo
- Perché vale la deviazione
- Come arrivare da San Francisco
- Carmel-by-the-Sea: il paese senza indirizzi civici
- Clint Eastwood sindaco
- Cosa vedere passeggiando per il paese
- Point Lobos: la riserva naturale che Steinbeck definì il posto più bello del mondo
- La 17-Mile Drive: la strada panoramica più famosa della California
- Monterey: da Cannery Row al più grande acquario della costa
- Big Sur: l’estensione per chi ha un giorno in più
- Il clima: più mite di San Francisco, ma sempre da controllare
- Quanto tempo serve
A circa due ore d’auto a sud della città, la penisola di Monterey offre in un’unica giornata due esperienze molto diverse tra loro: il paese fiabesco di Carmel-by-the-Sea, senza indirizzi civici e con un passato da colonia artistica, e la città di Monterey, con il suo storico lungomare industriale reinventato attorno a uno degli acquari più celebri del mondo.
Perché vale la deviazione
San Francisco offre già moltissimo da vedere, ed è legittimo chiedersi se valga la pena dedicare un’intera giornata a un’escursione fuori città. La risposta, nella maggior parte dei casi, è sì, per un motivo semplice: la costa californiana appena a sud della baia cambia completamente registro rispetto alla città, passando da un paesaggio urbano fatto di colline e nebbia a una costa più selvaggia, punteggiata di cipressi piegati dal vento e scogliere a picco sull’oceano, con un’atmosfera che assomiglia più alla Costa Azzurra che alla California che si immagina guardando film ambientati a Los Angeles.
È anche un buon modo per uscire dal centro città e vedere una faccia diversa dello stato, quella più legata all’arte, alla natura protetta e a un turismo di qualità piuttosto che di massa: Carmel in particolare, con appena poco più di tremila abitanti, mantiene un’atmosfera di paese che stride volutamente con la sua fama internazionale.
Come arrivare da San Francisco
Il modo più comodo per raggiungere la zona resta l’auto a noleggio, con un percorso di circa due ore lungo l’autostrada 101 o, per chi ha più tempo a disposizione e vuole godersi il panorama, lungo la Highway 1 che segue la costa più a lungo mostrando scorci sull’oceano fin dalle prime uscite fuori città. Chi non guida può affidarsi a tour organizzati di giornata intera che partono da San Francisco, molto diffusi e generalmente ben strutturati, con soste sia a Carmel sia a Monterey, oppure a un collegamento in treno più autobus che però richiede più tempo e cambi rispetto all’auto.
Partire presto è la raccomandazione più utile che si possa dare: la giornata è densa, e uscire dalla città prima delle otto del mattino permette di evitare il traffico del rientro serale, che nei weekend estivi può allungare sensibilmente i tempi di rientro lungo la stessa direttrice.
Il parcheggio, tanto a Carmel quanto a Monterey, è generalmente più semplice rispetto a San Francisco: entrambe le località offrono parcheggi pubblici a pagamento a tariffa oraria, con disponibilità abbondante nei giorni feriali e più scarsa nei fine settimana estivi, quando conviene arrivare in centro entro le prime ore della mattinata per trovare posto vicino alle zone di interesse principale.
Carmel-by-the-Sea: il paese senza indirizzi civici
Fondato all’inizio del Novecento, Carmel visse la sua trasformazione decisiva dopo il terremoto di San Francisco del 1906, quando diversi artisti e scrittori rimasti senza casa in città si trasferirono qui in cerca di affitti economici e di un paesaggio ispiratore. Nel giro di pochi anni la piccola comunità di pescatori si trasformò in una colonia artistica vera e propria: già nel 1910, secondo le cronache dell’epoca, oltre metà delle abitazioni del paese apparteneva a persone che vivevano di arte, letteratura o teatro.
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Quella eredità artistica si respira ancora oggi nella scelta collettiva, mai formalizzata per legge ma rispettata quasi religiosamente, di preservare l’aspetto da villaggio fiabesco del centro: niente semafori nel cuore del paese, niente insegne al neon, niente lampioni stradali (di sera ci si muove con l’aiuto di torce, o della luna), e soprattutto nessun indirizzo civico sulle case. La posta non viene recapitata a domicilio ma ritirata personalmente all’ufficio postale centrale, un’usanza che a molti sembra pittoresca ma che in realtà nasce da precise scelte urbanistiche degli anni Venti, quando gli abitanti si opposero all’introduzione della numerazione stradale per non alterare il carattere del paese.
Clint Eastwood sindaco
Uno degli aneddoti più citati su Carmel riguarda proprio la sua vocazione artistica: tra il 1986 e il 1988 il sindaco del paese fu Clint Eastwood, attore e regista che qui possedeva una proprietà da anni e che si candidò, secondo quanto raccontato all’epoca, in risposta a una disputa amministrativa locale legata alla gestione di un suo ristorante. Il suo mandato, per quanto breve, portò visibilità internazionale al paese ben oltre la sua già solida reputazione tra gli appassionati d’arte, e resta ancora oggi uno degli episodi più raccontati della sua storia recente.
Cosa vedere passeggiando per il paese
Il cuore pulsante di Carmel è Ocean Avenue, la via principale che scende dal centro fino alla spiaggia, fiancheggiata da gallerie d’arte (se ne contano decine in un’area di appena un chilometro quadrato), boutique indipendenti e ristoranti curati. Passeggiare qui, magari senza una meta precisa, infilandosi nei cortili nascosti dietro le facciate principali dove spesso si aprono piccole corti con altre gallerie e caffetterie, è probabilmente il modo migliore per capire lo spirito del paese.
Carmel Beach, dove Ocean Avenue termina, è una distesa di sabbia bianca fine incorniciata da cipressi, aperta anche ai cani senza guinzaglio, una rarità per una spiaggia californiana e un dettaglio che i residenti difendono con orgoglio. Poco fuori dal centro, la Mission San Carlos Borromeo de Carmelo, fondata nel 1770 da fra Junípero Serra, il religioso spagnolo che fondò gran parte delle missioni della California e che qui è sepolto, merita una visita per l’architettura in pietra e per il piccolo museo che racconta la storia degli insediamenti spagnoli lungo la costa. La missione fu per anni la sede amministrativa centrale di tutte le missioni californiane, prima che il baricentro si spostasse più a nord, e conserva ancora oggi la cripta originale, la prima biblioteca della California e un giardino interno che nelle giornate più calde offre un’ombra gradita dopo la passeggiata sotto il sole della costa.
Chi ha tempo per una sosta gastronomica trova a Carmel una concentrazione sorprendente di ristoranti di alto livello per un paese di queste dimensioni, oltre a panetterie e caffetterie più semplici lungo Ocean Avenue e le vie laterali, ideali per una pausa veloce tra una galleria e l’altra senza dover necessariamente prenotare un tavolo.
Point Lobos: la riserva naturale che Steinbeck definì il posto più bello del mondo
A pochi minuti d’auto a sud di Carmel, superata la deviazione per il paese, si trova la Point Lobos State Natural Reserve, un promontorio roccioso protetto che lo stesso John Steinbeck, in una lettera privata, definì la congiunzione più bella tra terra e acqua che avesse mai visto. La riserva è attraversata da una rete di sentieri costieri relativamente brevi e accessibili, che si snodano tra foreste di cipressi di Monterey, calette nascoste e punti di osservazione da cui, nei mesi giusti, si possono avvistare lontre marine, foche e, con un po’ di fortuna, balene grigie in migrazione al largo.

L’accesso è a numero contingentato per motivi di tutela ambientale, quindi nei weekend e nei mesi estivi conviene arrivare presto al mattino: una volta raggiunto il limite di veicoli ammessi nel parcheggio interno, l’ingresso viene temporaneamente sospeso fino a quando non si libera spazio. È una tappa che, pur non essendo strettamente necessaria per chi ha una sola giornata a disposizione, arricchisce molto l’esperienza per chi ama camminare nella natura e ha qualche ora in più da dedicare al percorso.
La 17-Mile Drive: la strada panoramica più famosa della California
Tra Carmel e Monterey si snoda la 17-Mile Drive, una strada privata a pedaggio che attraversa la tenuta di Pebble Beach, celebre soprattutto per i suoi campi da golf affacciati sull’oceano ma altrettanto nota per il paesaggio costiero che regala lungo il percorso. Il pedaggio, di poche decine di dollari ad auto, dà accesso a una serie di punti panoramici segnalati, tra cui spicca il Lone Cypress, un cipresso solitario cresciuto su uno sperone di roccia a picco sul mare, diventato negli anni un simbolo fotografico quasi quanto il Golden Gate Bridge, protetto oggi da cavi d’acciaio che ne sostengono le radici indebolite dal tempo e dal vento.

Lungo il percorso si incontrano anche Bird Rock e Seal Rock, due isolotti rocciosi dove nidificano colonie di uccelli marini e dove spesso si vedono foche e leoni marini crogiolarsi al sole, oltre a tratti di foresta di cipressi di Monterey, una specie che in natura cresce spontaneamente solo in questo tratto ristrettissimo di costa californiana. Il percorso completo richiede circa un’ora con soste fotografiche, ma può essere allungato a piacere fermandosi nei numerosi punti panoramici segnalati lungo la strada.
Monterey: da Cannery Row al più grande acquario della costa
Superata Pebble Beach si arriva a Monterey, città che per gran parte del Novecento visse di un’industria oggi scomparsa: la pesca e la lavorazione delle sardine, concentrata lungo il lungomare oggi noto come Cannery Row, reso celebre in tutto il mondo dal romanzo omonimo di John Steinbeck pubblicato nel 1945, che raccontava la vita degli operai, dei pescatori e dei personaggi eccentrici che popolavano questa striscia di fabbriche di inscatolamento. L’industria del pesce collassò rapidamente tra la fine degli anni Quaranta e i primi Cinquanta per il crollo degli stock ittici, dovuto a una combinazione di sovrapesca e cambiamenti nelle correnti oceaniche, lasciando le vecchie fabbriche in stato di abbandono per decenni.
La rinascita della zona arrivò nel 1984 con l’apertura del Monterey Bay Aquarium, costruito proprio dentro i resti di una delle vecchie fabbriche di inscatolamento, la Hovden Cannery, riconvertita in uno degli acquari più innovativi al mondo per l’epoca. La sua caratteristica distintiva, ancora oggi, è l’attenzione quasi esclusiva alla fauna e alla flora della baia di Monterey stessa, ricreata in vasche enormi collegate direttamente all’acqua dell’oceano tramite un sistema di pompaggio continuo: la vasca principale, alta più di dieci metri, ospita una foresta di kelp gigante, l’alga che cresce più rapidamente al mondo, insieme a squali, razze e branchi di sardine che ricordano proprio l’industria che un tempo animava questo stesso tratto di costa.
Oltre all’acquario, Cannery Row oggi è una via pedonale animata da negozi, ristoranti di pesce e alcuni scorci ancora riconoscibili delle vecchie strutture industriali, mentre poco distante il Fisherman’s Wharf di Monterey, da non confondere con l’omonimo e più celebre molo di San Francisco, offre un’atmosfera più autentica e meno battuta dal turismo di massa, con banchine da cui partono escursioni in barca per il whale watching, particolarmente indicate tra la primavera e l’autunno quando le megattere transitano lungo questo tratto di costa, mentre le balene grigie sono più facili da osservare tra dicembre e aprile, durante la loro lunga migrazione stagionale tra l’Alaska e la Baja California.
La baia di Monterey è inoltre protetta come santuario marino nazionale dal 1992, uno status che ne fa una delle aree costiere più regolamentate e meglio conservate degli Stati Uniti, con divieti severi su trivellazioni ed estrazioni che hanno permesso alla fauna marina, incluse le lontre di mare un tempo quasi estinte per la caccia alla pelliccia, di ripopolare stabilmente queste acque nel corso degli ultimi decenni. Non è raro, passeggiando lungo il molo, vedere piccoli gruppi di lontre che galleggiano sulla schiena tra le alghe, un’immagine diventata quasi un simbolo della baia stessa.
Leggi anchePalazzo Imperiale di Tokyo: Giardini, Nijubashi e VisiteBig Sur: l’estensione per chi ha un giorno in più
Chi non ha fretta di rientrare a San Francisco in serata può prendere in considerazione di allungare il viaggio verso sud, lungo la Highway 1, in direzione di Big Sur, la sezione di costa ancora più selvaggia e scenografica che inizia poco a sud di Carmel, con scogliere a picco, ponti storici come il Bixby Creek Bridge e panorami che hanno fatto da sfondo a innumerevoli servizi fotografici e produzioni cinematografiche. Non rientra propriamente in una gita di un giorno da San Francisco, richiedendo quasi un’intera giornata aggiuntiva solo per il tratto di costa più suggestivo, ma vale la pena saperlo per chi sta pianificando un itinerario più esteso lungo la costa californiana.
Il clima: più mite di San Francisco, ma sempre da controllare
Un vantaggio non scontato di questa gita è il clima: la penisola di Monterey, pur affacciata sullo stesso oceano Pacifico, risente meno della nebbia persistente che caratterizza San Francisco nei mesi estivi, e le temperature medie sono generalmente più stabili durante il giorno. Detto questo, il vento lungo la costa resta una costante quasi tutto l’anno, in particolare nei punti più esposti della 17-Mile Drive e di Point Lobos, quindi conviene comunque portare con sé una giacca leggera anche nelle giornate apparentemente calde e soleggiate al mattino.
Quanto tempo serve
Una giornata intera, con partenza presto al mattino e rientro in serata, permette di vedere con calma sia Carmel sia Monterey, con la 17-Mile Drive come tappa di collegamento tra le due. Indicativamente conviene dedicare la mattinata a Carmel, quando le luci sono più morbide e le strade meno affollate, percorrere la strada panoramica verso mezzogiorno, e riservare il pomeriggio a Monterey e all’acquario, che merita almeno due ore di visita con calma. Chi ha più tempo a disposizione può spezzare l’escursione in due giorni, pernottando in una delle due località, un’opzione che permette anche di vedere Carmel al tramonto, quando il paese si svuota dei visitatori di giornata e ritrova l’atmosfera raccolta che lo ha reso celebre fin dall’inizio del Novecento.
Articolo aggiornato: settembre 2026.
Nei dintorni · San Francisco
Come abbiamo scritto questo articolo
- Esperienza diretta
- I luoghi descritti sono stati visitati di persona (settembre 2026). Orari, prezzi e percorsi sono stati verificati sul posto, non copiati da altre fonti.
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