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Ai piedi delle colline boscose di Higashiyama, il Nanzen-ji è uno dei templi zen più importanti del Giappone e il punto di arrivo (o di partenza) del Sentiero del Filosofo che parte dal Ginkaku-ji. Ciò che rende il complesso unico, però, non è solo la sua importanza religiosa: attraversando i giardini ci si imbatte in un acquedotto di mattoni rossi in stile occidentale, un dettaglio dell’epoca Meiji che stona volutamente con l’architettura tradizionale circostante.
Da residenza imperiale a tempio zen
Il Nanzen-ji nacque nel 1291, quando l’imperatore Kameyama trasformò la propria residenza in ritiro in un tempio zen. Divenne rapidamente il capofila della scuola Rinzai in tutto il Giappone, con un rango superiore persino ai famosi “cinque grandi templi” di Kyoto e Kamakura. Distrutto durante le guerre civili del periodo Onin, fu ricostruito attorno al 1600 e da allora conserva l’impianto che si vede oggi.
ApprofondisciRyōan-ji: il Giardino Zen di Pietre più Famoso del GiapponeLa porta Sanmon e l’Hojo
L’imponente porta Sanmon, ricostruita nel 1628, è salibile a pagamento e offre dall’alto dei suoi 22 metri una vista sul complesso e sulla città. Poco oltre si trova l’Hojo, la residenza dei monaci, con pareti decorate da dipinti attribuiti al pittore di corte Kano Eitoku e affacciata su un giardino secco karesansui attribuito al maestro Kobori Enshu, tra gli esempi meglio conservati di questo stile compositivo a Kyoto.
L’acquedotto di mattoni: il Suirokaku
Proprio dietro l’Hojo attraversa i terreni del tempio il Suirokaku, un acquedotto in mattoni rossi costruito alla fine dell’Ottocento per portare l’acqua del lago Biwa fino a Kyoto, alimentando anche la prima centrale idroelettrica del Giappone. È stato il primo edificio della città a utilizzare i mattoni come materiale da costruzione, ed è oggi riconosciuto come patrimonio dell’ingegneria civile giapponese: cammina ancora oggi sopra i suoi archi chi percorre i sentieri del tempio, in un contrasto insolito tra architettura industriale occidentale e giardini zen tradizionali.
I sotto-templi
Attorno al nucleo principale si trovano diversi sotto-templi (tacchū) visitabili separatamente, ciascuno con il proprio giardino: tra i più noti il Nanzen-in, costruito sul sito dell’originaria residenza imperiale, e il Tenju-an, con un piccolo giardino secco spesso meno affollato rispetto al resto del complesso.
Quando andare
L’autunno, tra fine novembre e inizio dicembre, è il periodo più spettacolare, quando gli aceri intorno all’acquedotto e nei giardini dei sotto-templi si accendono di rosso e arancio. L’area interna del tempio è aperta dalle 8:40 alle 16:30 tutti i giorni, mentre i terreni esterni con l’acquedotto restano liberamente accessibili.
Quanto tempo dedicarci e come arrivare
Un’ora basta per l’area centrale e l’acquedotto; chi vuole salire sulla porta Sanmon e visitare il giardino dell’Hojo farebbe bene a mettere in conto un’ora extra. Il Nanzen-ji si raggiunge in pochi minuti a piedi dalla stazione di Keage sulla linea metropolitana Tozai, oppure con l’autobus di linea 5 dal centro città (la guida a dove dormire a Kyoto confronta le zone).
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