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Palm Springs e il Deserto: Tramway, Amboy e Joshua Tree

Aerial Tramway, architettura mid century, Amboy e Roy's Café sulla Route 66, il Crochet Museum e Desert Hot Springs: la guida al deserto californiano tra Palm Springs e Joshua Tree.

L insegna vintage del Roy’s Motel and Cafe ad Amboy sulla Route 66
L’insegna di Roy’s ad Amboy: il paese ha meno di dieci abitanti e vive di questa sagoma.
In questo articolo
  1. L’Aerial Tramway: dal deserto alla neve in dieci minuti
  2. Il giardino di Cactus Slim e l’eredità del mid century
  3. Quando andare: il clima estremo del deserto
  4. Amboy, la città che un uomo solo ha salvato dall’oblio
  5. Il museo più piccolo del mondo dedicato all’uncinetto
  6. Desert Hot Springs, l’altra faccia termale del deserto
  7. Joshua Tree, il parco che non fa parte dell’itinerario ma è lì vicino
  8. Le distanze tra le tappe

Palm Springs è il punto dove il deserto della California ha imparato a essere elegante, tra ville di architetti famosi e piscine a forma di rene, ma basta allontanarsi di un centinaio di chilometri verso est per trovare un mondo completamente diverso, fatto di città quasi fantasma, crateri vulcanici e musei grandi come una cabina telefonica.

Klook

L’Aerial Tramway: dal deserto alla neve in dieci minuti

La Palm Springs Aerial Tramway, inaugurata nel 1963, resta l’esperienza più sorprendente della zona proprio perché ribalta in pochi minuti tutte le aspettative su cosa significhi trovarsi nel deserto della California. Le cabine rotanti, introdotte nel 2000 in sostituzione dei vecchi vagoni fissi, salgono dalla stazione di valle, a circa 800 metri di quota nel bel mezzo della macchia desertica, fino alla Mountain Station sul Monte San Jacinto, a oltre 2.500 metri, ruotando lentamente su se stesse durante la salita in modo che ogni passeggero abbia la stessa vista panoramica sulla Coachella Valley sottostante.

Il tragitto dura circa dieci minuti, ma il cambiamento climatico che si vive in quel breve tempo è la vera attrazione: la temperatura può scendere anche di quindici o venti gradi tra la partenza e l’arrivo, e non è raro trovare la neve alla stazione di montagna mentre in valle si suda in maglietta. Alla Mountain Station si accede al Mount San Jacinto State Park, con sentieri di ogni difficoltà tra pini e cedri che sembrano appartenere a uno stato completamente diverso, dalle passeggiate brevi intorno alla stazione fino al percorso più impegnativo che porta alla vetta del Monte San Jacinto, oltre 3.300 metri, un dislivello che richiede un’intera giornata di cammino ed è alla portata solo di escursionisti allenati. Le cabine partono ogni mezz’ora circa, e le prime ore del mattino restano il momento migliore per salire, sia per le temperature più fresche sia per evitare le code che si formano regolarmente nel primo pomeriggio, soprattutto nei fine settimana e nei mesi estivi, quando gli abitanti della valle salgono in quota proprio per sfuggire al caldo.

Il giardino di Cactus Slim e l’eredità del mid century

Poco a sud del centro di Palm Springs, il Moorten Botanical Garden custodisce una delle collezioni di piante desertiche più dense della California, in uno spazio che sembra molto più piccolo di quanto in realtà contenga: oltre tremila esemplari tra cactus, piante grasse e alberi del deserto, ancora oggi gestito dalla stessa famiglia che lo fondò nel 1938. Il fondatore, Chester Moorten, era stato uno dei comici del cinema muto nella troupe dei Keystone Kops prima di reinventarsi come collezionista di piante desertiche, ed è ancora ricordato in città con il soprannome di Cactus Slim.

L’altra eredità che rende Palm Springs unica agli occhi degli architetti di tutto il mondo riguarda il cosiddetto Desert Modernism, lo stile architettonico che fiorì qui tra gli anni Quaranta e Sessanta, quando la città divenne il rifugio preferito delle star di Hollywood grazie a una clausola tipica dei contratti degli studios dell’epoca, la cosiddetta “two hour rule”, che imponeva agli attori di restare reperibili entro due ore di distanza da Los Angeles anche durante le pause dalle riprese: Palm Springs, a poco più di due ore d’auto, divenne la fuga perfetta. Architetti come Richard Neutra, autore della celebre Kaufmann Desert House del 1946, Albert Frey, che progettò tra l’altro il municipio cittadino e la propria abitazione sospesa sulla collina, e William Cody costruirono qui alcune delle case più fotografate della storia dell’architettura americana del dopoguerra, con grandi vetrate, tetti piani e un rapporto strettissimo tra interno ed esterno pensato apposta per il clima secco della zona. Ogni febbraio, la Modernism Week richiama a Palm Springs appassionati di architettura da tutto il mondo per visite guidate a molte di queste ville, di solito chiuse al pubblico il resto dell’anno.

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Chi vuole portarsi a casa un pezzo di questa estetica può passeggiare lungo North Palm Canyon Drive, dove negozi di modernariato e antiquariato specializzato vendono mobili, ceramiche e complementi d’arredo degli stessi decenni in cui la città si costruì la sua fama, spesso a prezzi comunque più contenuti rispetto ai rivenditori equivalenti di Los Angeles. La stessa via, nel tratto più centrale chiamato semplicemente Palm Canyon Drive, ospita anche la Palm Springs Walk of Stars, una versione in piccolo della celebre passeggiata di Hollywood con stelle dedicate a personaggi che hanno avuto un legame con la città, da Frank Sinatra a Sonny Bono, che fu sindaco di Palm Springs tra il 1988 e il 1992 prima di diventare senatore. Ogni giovedì sera, salvo i mesi più caldi dell’estate, la stessa strada ospita il VillageFest, un mercato all’aperto con bancarelle di artigianato e cibo di strada che anima il centro fino a tarda sera.

Quando andare: il clima estremo del deserto

Il clima è probabilmente il fattore che più di ogni altro determina come organizzare un viaggio in questa parte di California. Tra giugno e settembre le temperature diurne a Palm Springs superano regolarmente i 40 gradi, con punte che nei mesi centrali dell’estate arrivano oltre i 45, mentre ad Amboy e nel resto del Mojave, più basso di quota e ancora più esposto, i valori sono spesso ancora più alti: non è raro che i notiziari locali riportino temperature superiori ai 48 o 49 gradi proprio in questa zona nei giorni più estremi di luglio e agosto. La stagione migliore per visitare va da ottobre a maggio, con un picco di affluenza turistica tra gennaio e marzo, quando le temperature si assestano su valori piacevoli anche a mezzogiorno e le sere restano fresche.

Chi si sposta comunque nei mesi estivi, magari solo di passaggio verso altre tappe del viaggio, dovrebbe evitare le ore centrali della giornata per le camminate all’aperto (il sentiero dell’Amboy Crater, senza ombra, va assolutamente evitato dopo le dieci del mattino in questo periodo), portare sempre acqua in abbondanza e ricordare che l’aria condizionata dell’auto, su queste distanze, non è un lusso ma una necessità.

Amboy, la città che un uomo solo ha salvato dall’oblio

Percorrendo la vecchia Route 66, qui chiamata anche National Trails Highway, verso est nel cuore del Mojave, si arriva ad Amboy, uno dei casi più estremi di città quasi fantasma sopravvissuta grazie alla caparbietà di una sola persona. Fondata come stazione ferroviaria alla fine dell’Ottocento, Amboy visse il suo momento d’oro negli anni Cinquanta come tappa di sosta obbligata sulla Route 66, prima di svuotarsi quasi completamente quando l’Interstate 40 dirottò il traffico su un percorso più a nord.

Lo scudo della Route 66 dipinto sull asfalto nel deserto del Mojave
Lo scudo dipinto sull’asfalto è il souvenir fotografico più battuto del Mojave.

Roy’s Café and Motel, con la sua insegna gialla a forma di freccia in stile Googie, l’architettura futuristica tipica delle stazioni di servizio californiane degli anni Cinquanta, resta il cuore della città: aperto nel 1938 da Roy Crowl e ampliato negli anni successivi dal genero Herman “Buster” Burris, il locale è oggi di proprietà di Albert Okura, fondatore della catena di fast food Juan Pollo, che nel 2005 acquistò l’intera città di Amboy, allora praticamente abbandonata, per poco più di 400.000 dollari con l’obiettivo dichiarato di preservarla invece di lasciarla scomparire. Oggi la stazione di servizio è di nuovo funzionante, il caffè e il negozio di souvenir restano aperti, mentre il motel, chiuso da decenni, resta visitabile solo dall’esterno.

Appena fuori dal centro abitato si trova l’Amboy Crater, un cono vulcanico spento di circa seimila anni, alto una settantina di metri, dichiarato monumento naturale nazionale: un breve sentiero, circa cinque chilometri andata e ritorno, porta fino al cratere attraverso un campo di lava nera che ricorda più un paesaggio lunare che la California conosciuta dalla maggior parte dei visitatori. Va affrontato preferibilmente nelle ore più fresche della giornata, perché qui l’ombra è praticamente inesistente e le temperature estive superano regolarmente i 40 gradi.

Il museo più piccolo del mondo dedicato all’uncinetto

Lungo la Highway 62, nella cittadina di Joshua Tree, un edificio grande quanto una cabina telefonica ospita quello che si autodefinisce il World Famous Crochet Museum, uno dei tanti piccoli progetti di arte stradale nati dalla fantasia dell’artista Shari Elf, che ha riempito la struttura di oggetti lavorati all’uncinetto, dai frutti finti alle bamboline, in un allestimento volutamente stipato e surreale. È un’istallazione minuscola, visitabile in pochi minuti guardando semplicemente attraverso le finestre, ma è diventata negli anni un piccolo simbolo dell’eccentricità artistica che caratterizza tutta questa zona di deserto, terra d’elezione per artisti e musicisti in cerca di silenzio e di spazi aperti.

Desert Hot Springs, l’altra faccia termale del deserto

A pochi minuti da Palm Springs, verso nord, Desert Hot Springs prende il nome dalle sue sorgenti termali naturali, che sgorgano da una falda acquifera particolarmente ricca proprio in questa zona della valle. A differenza di Palm Springs, dove le piscine sono soprattutto un complemento estetico delle ville private, qui decine di piccoli hotel e resort a conduzione familiare hanno costruito la propria offerta proprio attorno all’acqua termale, con piscine alimentate direttamente dai pozzi geotermici locali e un’atmosfera più semplice e meno patinata rispetto alla vicina Palm Springs. È una tappa che raramente compare nelle guide più turistiche, ma che vale una sosta per chi cerca un momento di relax lontano dai ritmi delle città più note della valle.

Joshua Tree, il parco che non fa parte dell’itinerario ma è lì vicino

Anche se questo itinerario non include una tappa dedicata al parco nazionale, è impossibile parlare del deserto attorno a Palm Springs senza menzionare Joshua Tree National Park, a una manciata di chilometri da Amboy e dalla stessa Highway 62 che porta al Crochet Museum. Il parco prende il nome dagli alberi di Yucca brevifolia che lo popolano, battezzati Joshua Tree da alcuni coloni mormoni di passaggio nell’Ottocento, che videro nei loro rami contorti e alzati verso il cielo una somiglianza con la figura biblica di Giosùè in preghiera. Il parco segna il punto di incontro tra due deserti diversi, il Mojave a ovest e il Colorado a est, ognuno con una propria vegetazione e una propria geologia di massi granitici erosi che nel tempo sono diventati una delle mete più amate al mondo dagli arrampicatori. Chi ha anche solo un giorno in più a disposizione durante il proprio giro nel deserto californiano farebbe bene a includerlo, anche solo per un ingresso rapido dal lato nord, quello più vicino a questa parte di itinerario.

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Le distanze tra le tappe

Vale la pena avere in mente le distanze reali prima di programmare le giornate, perché in questa parte di deserto sembrano sempre più corte sulla mappa di quanto non siano poi al volante. Desert Hot Springs è la tappa più vicina a Palm Springs, appena una quindicina di chilometri, meno di venti minuti di strada. L’ingresso nord di Joshua Tree National Park, vicino al Crochet Museum, dista invece circa 65 chilometri dal centro di Palm Springs, poco meno di un’ora di guida. Amboy è la tappa più lontana e più isolata di tutte, a circa 170 chilometri da Palm Springs lungo l’Interstate 10 e poi la vecchia Route 66: due ore abbondanti di guida, quasi tutte in pieno deserto, che vanno affrontate con il serbatoio pieno e senza fretta.

Articolo aggiornato: settembre 2026.

Come abbiamo scritto questo articolo

Esperienza diretta
I luoghi descritti sono stati visitati di persona (settembre 2026). Orari, prezzi e percorsi sono stati verificati sul posto, non copiati da altre fonti.
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